Impossible Conversation

Original Artwork by Laura Ravelli

Travel in Prada

La Sfida al Potere di Miuccia Prada

A Milano sfila l’esercito di Prada

/Prada Fashion Show Fall 2012/2013

Scarpe lucidate a dovere e cappotti neri d’ordinanza per difendersi contro il rigido generale inverno, medaglie che conquistano l’orgoglio e l’ammirazione del pubblico e un taglio di capelli uniforme e ordinato.

Prada Fashion Show Fall 2012/2013

Non è una parata militare, non la celebrazione malinconica o filo-nostalgica di un ancient règime (il rosso, il nero e il bianco del maestoso pavimento potrebbero trarre in inganno facilmente) quella inscenata a Milano. Non è nemmeno un omaggio all’ultimo Tarantino di Inglorious Bastards, sia per i riferimenti, anch’essi militari, sia per la presenza di un cast stellare di attori-modelli d’eccezione (Tim Roth recitò in Le Iene e Pulp Fiction – ndr.) prelevati dal mondo di Hollywood.

Prada Fashion Show Fall 2012/2013

Piuttosto i divi delle grandi produzioni cinematografiche si prestano a inscenare qualcosa di diverso: è lo spettacolo della moda, nel suo aspetto più concreto e sociale, è lo spettacolo del potere, ed è quello che detiene Miuccia Prada, regista scrupolosa e quanto mai immaginaria, per la sfilata della collezione Autunno/Inverno 2012.

Prada Fashion Show Fall 2012/2013

Interpretano la commedia del palazzo del potere“, racconta Miuccia Prada a pochi minuti dall’inizio dello show, “ per palazzo del potere intendo in modo in cui i maschi hanno imparato a tradurre la potenza in abito. Abbiamo infatti cercato di mettere in scena la potenza maschile. Per poi farne una parodia”.

Prada Fashion Show Fall 2012/2013

Quello che sfila sulla passerella è infatti l’uomo di potere, figurativamente l’uomo in divisa,  funzionari, banchieri, mescolati a figure minori, come camerieri, stretti in abiti possenti, rigidi, e fortemente maschili, fieri nelle loro espressioni, quasi in atteggiamento di sfida.

Prada Fashion Show Fall 2012/2013

L’uomo di Prada sfoggia la sua sicurezza e il suo prestigio, non è vigliacco e mostra al mondo uno sguardo da duro, quasi spaccone, sorretto da un dolcevita che enfatizza il bianco, esagerato, della camicia, come fosse un collare.

Prada Fashion Show Fall 2012/2013

E’ una classe dirigente, quella di Prada, che sfoggia come può stemmi universitari e massonici, fulmini e medaglie, trofei di una vincita e di una riuscita personale, chiarificata al mondo, sui petti delle giacche, sugli impermeabili, indossati sotto i cappotti, rigorosamente neri.

Prada Fashion Show Fall 2012/2013

Il potere viene celebrato e allo stesso tempo deriso: le scarpe stringate e lucide, tipiche del business man, diventano di gomma, troppo deformi e larghe, talvolta esagerate, con stampe di margherite gialle fuori luogo, ad amplificarne il senso di inadeguatezza. Lo è pure l’origami che fa da fazzoletto, come anche il collo di pelliccia e l’occhiale con le lenti rosse (il look che ha voluto espressamente indossare l’attore Adrien Brody): tutto ha il segno dell’eccentricità.

Prada Fashion Show Fall 2012/2013

L’essenza del potere viene spogliata strato dopo strato, capospalla dopo capospalla; il nero iniziale si abbandona ai toni più miti del grigio e arriva al ruggine e al cammello, ancora vincenti.

Prada Fashion Show Fall 2012/2013

L’uomo, a fine “spettacolo”, ha perso autorità, pur mantenendola, e si è abbandonato alle sensibilità più tipicamente femminili, anche se attraverso il modo in cui si veste. “Tutto questo spero serva nel cammino che intraprendo da sempre: cercare, almeno con gli abiti, di rendere le donne più forti e gli uomini più sensibili, più umani” ribadisce Miuccia. Prada fa la pernacchia al potere, ne prende le distanze e ne ripropone uno proprio, come fosse non solo regista, ma anche una donna politica. E’ un discorso più ampio il suo, invita a slacciarsi dai vincoli che creano superiorità e inferiorità, invita ad inventarne di nuovi, spinge a nuovi equilibri. Non a caso gli attori scelti da Prada per rappresentare questa lotta, annoverano nelle loro brillanti carriere, ruoli di cattivi e di paladini della giustizia: il già citato Tim Roth era in Hulk , Gary Oldman, dava la caccia a Harry Potter ne Il prigioniero di Azkaban e Williem Defoe era Goblin, l’acerrimo nemico di Spiderman. E proprio in Spiderman si diceva questo: “Da grandi poteri derivano grandi responsabilità”; Prada sembra coglierne la lezione e risulta difficile, a sfilata ultimata, identificare a chi vuole riferirsi, se agli addetti ai lavori, o, in modo più generale, al mondo intero. Articolo di Simone Red Casale