Pool Sur Tone

ph. Matteo Olivi
stylist Armando Condemi

LPM 2012 & Suona Francese Festival

SAVE THE DATE!

Nell’ambito del Festival Suona Francese (24 marzo-29 giugno 2012 in Italia), LPM Live Performers Meeting in collaborazione con Institut Français Italia presentano i seguenti appuntamenti realizzati col supporto del Programma Cultura della Commissione Europea.

Il filo conduttore di questi eventi si individua nell’utilizzo di nuove tecnologie, unitamente alla sperimentazione di software che rimandano ad un approccio moderno ed elettronico delle live performances, con uno sguardo attento sugli sviluppi del suono e del video: composizione musicale e ricerca attraverso l’uso del computer, time remapping, musica elettronica contemporanea, proiezioni video su abiti e superfici inusuali, sonorizzazioni live.

Sezione 900 e Contemporanea
18 Aprile – Incontro con Raffaele Pozzi “Musica e Informatica” – Università degli Studi RomaTre, Roma
9 Maggio – Tristan Murail e Les temps Modernes  concerto musica e video – Auditorium del Conservatorio, Padova
27 Maggio – Roma Francois Gallois concerto “Il fagotto moderno” – Sala Casella, Roma

Sezione Musica Elettronica – Roma
20 Aprile – Kap Bambino – Circolo degli Artisti, Roma
4 Maggio – Rone + Para One – Lanificio, Roma

Sezione Musiques Actuelles
18 Maggio – Nicole Renaud in “Couleurs” – Plazzo Nicolaci, Noto (Na)
26 Maggio – Pascal Contet masterclass – Conservatorio di Santa Cecilia, Roma

7/10 Maggio – Festival Emutif Electroacustic Music tra Francia e Italia, Conservatorio di Santa Cecilia, Roma

per ulteriori infomazioni si invita a consultare il sito ufficiale www.suonafrancese.it

Grammy Awards 2012

Food Frequency

Details from Ilaria Bucciarelli on Vimeo. Firenze, Piazza Sant’Ambrogio. Sorseggiando un Valpolicella, in una piacevole serata di inizio febbraio, incontro Giulia e Marco!

Sono gli ideatori dell’innovativo concetto di Foodfrequency: un percorso sinestetico in cui il senso dell’udito è il valore aggiunto per la riscoperta del gusto. Mi lascio subito coinvolgere dai loro discorsi sullo sviluppo di questo loro esperimento suono-culinario..

Come e con chi nasce il progetto Foodfrequency? Tutto nasce durante la preparazione di un cinghiale per una cena estiva tra amici nelle campagne toscane! Chef Giulia, con Marco e Michael (un sound designer ed un Dj producer)arrivano istintivamente alla possibilità di poter abbinare il cibo alla musica. L’idea è quella di accompagnare la preparazione e la degustazione del cibo con dei suoni che ne esaltino le qualità, come se fosse quel ‘sale’ che manca all’udito! Importante è l’incontro con Sara, un’esperta sound designer e ricercatrice, la quale conferma le fantasie dei ragazzi ponendo al progetto delle solide basi testate scientificamente. L’ultimo indispensabile step è Giulio, sommelier e responsabile di un’azienda vinicola toscana. Il progetto FoodFrequency è partito, mi spiegano come le loro ricerche abbiano fondamenta nel lavoro di un azienda di patatine che intende influenzare il cliente: assaggiare un patatina mentre si ascolta in cuffia un ‘croc’ esalta la percezione del croccante della patatina stessa, a differenza di una patatina assaggiata “senza audio”. Stesso concetto vale per lo sfrigolio delle uova. Anche l’Università di Oxford, ha effettuato ricerche circa questo argomento e sono riusciti ad estrapolarne una tabella schematica sulla stimolazione a livello cerebrale di alcune frequenze con alcuni sapori. A tutto ciò va aggiunto il valore emozionale della riproduzione di ambienti sonori collegati alla provenienza della pietanza stessa: la campagna, l’aia, il bosco, il mare. Durante le cene Foodfrequency gli invitati hanno a disposizione una cuffia, che trasmette l’audio della preparazione miscelato all’ambiente sonoro-emozionale registrato in binaurale: la registrazione tridimensionale dei suoni. Un po’ come al cinema. Questa viene trasmessa nell’attesa che la pietanza venga servita: ecco l’esperienza gustativa della famosa acquolina in bocca. Una volta servita la pietanza le cuffie vengono messe da parte ed è l’ambiente esterno a diventare musicale, impregnandosi di frequenze e strumenti relativi al piatto che si degusta. La scelta dei prodotti e dei suoni? I suoni seguono il cibo e viceversa, per cui, essendo i suoni registrati nelle zone di campagna e di mare toscani, la scelta dei prodotti ricade su quelli il più vicini possibile. Le materie prime scelte sono stagionali. Trasmettono l’identità della cucina made in Italy e si arricchiscono di spezie ed erbe aromatiche. Tutti sapori si abbinano ai suoni in modo naturale, secondo la concezione del progetto. Il piatto preferito del team? Nuovamente mi sorprende e affascina la risposta di Giulia: ‘Miscelazione tra suoni di aia, frullatori, croccante sbriciolato su acciaio, empatici violini e pianoforti  accompagnati da un parfait allo zabaione con croccante di pistacchio arance caramellate e fondue di cioccolato’. Per i ragazzi del team l’esperienza FoodFrequency è un doppio godimento: mettere assieme musica e cibo significa fondere le loro passioni, plasmando un nuovo modo di soddisfare la percezione dei sensi. Davvero un’esperienza unica per il palato e per l’udito. Visitate il sito www.foodfrequency.it per scoprire altro sul progetto e per mettersi in contatto con lo staff! Intervista di Alex Santese

Absolute Dancefloor

A G D A S H ROBOVOX RMX > Michael Massi

Abbiamo fatto due chiacchiere con Michael Massi in occasione dell’uscita del nuovo remix AGDASH ROBOVOX RMX su etichetta Test Pressing, per usare le sue stesse parole, una produzione innovativa sia nel messaggio del testo, sia nel genere musicale, che strizza un’occhio allo “Swedish Style”: una traccia electro ma con melodie travolgenti. Synth ben scelti e suoni ricercati che danno vita ad una produzione grintosa e piena di carica! WM: Come artista, qual’è il rapporto con la tua immagine?MM:  Il mio motto è : Voglio divertirmi!  Voglio gioire, voglio creare, voglio colorare, mi piace ricercare e  anticipare . Il risultato finale dipende molto dallo stato interiore in cui vivo.

Sicuramente amo il bello. Una bellezza che è sinonimo di “freschezza” sia nei miei lati oscuri che di luce. in questi ultimi anni, sono molto cresciuto interiormente, c’è molta armonia tra il dentro e il fuori. Mi amo di più!!!  Un’ altro punto fondamentale della mia immagine, come artista, è che la uso molto come forma di comunicazione col pubblico, anche questo fa parte del mio mondo.WM: E il tuo rapporto con la moda?

MM: H

o sempre amato la “Moda”, fa parte di me, del mio essere. Quand’ero teeneger la seguivo molto di più, ora sento di più la mia persona, la mia arte, i miei stati interiori. Ed ho scoperto che vado, quasi  sempre, in sintonia con i miei designers preferiti. E’ una questione di fiducia in se stessi. E son contento di esser cresciuto, in questo senso.

WM: Cos’è lo stile per te? MM: Lo  stile descrive la classe di una persona. L’abito fa il monaco? A volte si!  Dallo stile di una persona , riesco a capire chi ho davanti e cosa mi nasconde o non vuole farmi vedere. AHHHHh

WM: Hai dei fashion designer preferiti? MM: The best DESIGNERS of the world are: RAF SIMONS; HEDI SLIMANE. YOSHI YAMAMOTO, NUMBER NINE, ALEXANDER MCQUEEN, BLESS, MARIOS AND RICK OWENS.

WM: Una fashion icon per te? MM: Per tanti anni , diciamo per tutta la mia prima adolescenza, una mia icona era Linda Evangelista. Il simbolo del mio ” fottutissimo” narcisismo.
Poi divenne Sid Vicius( e son stati anni duri). Arrivarono gli anni di Bjork e Kurt Cobain ( ancora siamo nel delirio) . E poi scoprii l’ amore per Michael Jackson;  e poi per Jhonny Depp. La mia vita cambiò e la mia icona divenne Franco Battiato. Un nuovo viaggio!!!!

WM: Chi o cosa t’ispira? MM: Il mio Guru, il mio mondo interiore, il mio cuore. Tutto quello che sento dentro di me e mi fa rizzare la pelle. Quando sento il brivido che percorrere la mia spina dorsale. Oh my darling!!!

Qual’è il tuo must have della prossima stagione? MM: Una mantella di garza, lunga e morbida. Che mi avvolge e mi protegge dai raggi solari. Dai colori naturali, grigio chiaro e latte d’ avena.

WM: Cito solo alcuni dei progetti in cui sei coinvolto, La Stazione delle Idee, Nss Facotry, NSSMag, Angels of Love….come e da dove è cominciato tutto? MM: E’ incominciato tutto dal potere della musica che è dentro di me. Non potrei  riuscire a vivere senza la musica, senza quest’ essenza primordiale. La musica mi accompagna in tutti i miei progetti. La musica mi ha dato tanto e non ci rinuncio. Ho scelto di studiare una filosofia indiana che si chiama: Siddha Yoga, perché una delle pratiche spirituale più importanti è il canto. Anche quando prego ho bisogno della musica. Rivelandovi questo mio segreto mi sono commosso. Om Om Om! La musica mi ha accompagnato a conoscere i partners giusti per poi creare il successo degli AngelsofLove, Mi ha fatto scoprire la dote della mia voce,. Mi ha fatto conoscere designers, artsiti, città internazionali, gente di tutto il mondo, l’ arte, e la mia spiritualità. In questo momento  sto attraversando un periodo di trasformazione e di crescita. Sto mettendo insieme tutti i mie pezzi e sto creando uno spazio creativo indipendente dal nome LSDidee, dove la creatività non ha confini, dove l’ idea originale è messa a disposizione  solo per  aziende che vogliono rischiare e vogliono essere innovative.  Infine sto creando uno show dal titolo: AGDASH absolute dancefloor,  con delle  mie composizioni musicali. Il primo singolo si chiama AGDASH Robovox, che è stato già pubblicato dalla Real fluo records nella versione Origina Mix con la musica di Franky B. A Gennaio uscirà il Remix su test Pressing. Poi a Febbraio uscirà Fashion Prayer, e il titolo già dice tutto!. Comunque il fine ultimo, il filo rosso che lega tutto è sempre la musica.!!!

WM: Quale fra questi,  che spaziano fra Comunicazione, Advertsing, VideoMaking, Eventi, Art Direction. ti rappresenta maggiormente? MM: Sono un’ artista che vive di musica, che comunica col mondo, che dirige un’ orchestra composta da vari artisti nazionali ed internazionali, che fa della sua arte un business, che coinvolge aziende di moda e non, che osserva il mondo che lo circonda e lo racconta attraverso le immagini statiche e dinamiche!

WM:  Puoi dirci qualcosa dei tuoi prossimi progetti? Ed in particolare, cosa sarà Nss Factory? MM : In questo periodo ,  mi sto dedicando alle composizioni musicali con vari progetti Dance, come dicevo prima a Gennaio uscirà il Remix di AGDASH ROBOVOX su etichetta Test pressing , poi a Febbraio il remix di Fashion Prayer,  ed ora sto lavorando ad una traccia dance cantata in rap napoletano dal titolo: NAPOLI SON MO. Sto creando un nuovo format, per un nuovo party, che partirà da Gennaio – Febbraio 2012. Un party dal titolo. AGDASH Absolute Dancefloor che si terrà ogni giovedì sera all’ AYAHII club di Bagnoli con I DADD?S GROOVE.  Sto nel caos più totale perchè, insieme a tutto questo, sto scrivendo una sceneggiatura di un cortometraggio che voglio presentare ai prossimi festival del cinema. Ci vuole molta concentrazione. Nel nuovo anno continuerà la mia collaborazione con NSSFactory attraverso nuovi progetti di produzione , inoltre in primavera sarà nelle sale “big house” ultimo film di Matteo Garrone al quale io &  NSS abbiamo partecipato come consulenti di produzione.

WM: il tuo oggetto di design preferito? MM: Un quadro di Arman,  con la tela bianca e dei tubetti di pittura colorata che colano. Ho sempre sognato la mia vita piena di colori.

Planet Funk Interview

In occasione del live show per il tour promozionale di “The Great Shake”, abbiamo avuto l’occasione di fare due chiacchiere con Domenico GG Canu e Alex Neri dei PLANET FUNK. Enjoy.

Washin’ Machine: chi ha lavorato all’artwork del vostro ultimo album, “The Great Shake”? Domenico GiGi Canu: L’album ha un concetto di positività fondamentalmente, però anche di caos, da cui traiamo la nostra musica e il nostro modo di scrivere, un pò come Napoli, il caos è sempre presente nelle nostre copertine. L’artwork s’ispira e rappresenta questo,  l’ha realizzato un team di lavoro di Londra (http://flypaper.tv/) WM: il blog si occuperà di design a 360°, dal sound design al graphic design, ci sono diverse accezioni del discorso, sperimentale, trasversale, un pò come voi… Alex Neri: Ah figo, multitasking…Noi abbiamo sperimentato, adesso siamo più trasversali dai, però ci è stato riconosciuto che abbiamo sperimentato in passato WM: la collaborazione con Ivan Cotroneo, quanto vi ha ispirato questa cosa? GG: Ivan è un carissimo amico, e un nostro grande estimatore, per non dire fan
Lui voleva noi nel film, che noi ci occupassimo dei titoli di coda Poi  venuta fuori questa idea è nata così questa collaborazione, lui ci ha proposto anche la cover di Nancy Sinatra. L’idea di “These boots are made for walkni’” non è proprio nelle nostre corde quella musica, però la nostra stima nei confronti di Ivan è totale, ci siamo detti se lui ha visto qualcosa in quel pezzo ci dev’essere qualcosa di buono, così ci siamo appassionati e alla fine è diventata una cosa nostra. E’ molto semplice la nostra risposta concettuale alla base, alla fine noi siamo persone che ragionano in modo libero, senza schemi precostituiti, questa cosa ci consente di fare cose coraggiose, a volte anche spiazzando i nostri fan, ci esce così e a volte ci esce anche bene, anche in un senso più pop dal punto di vista musicale. WM: è vero che volete collaborare con David Lynch e Angelo Badalamanti? GG: La nostra musica la scriviamo in un modo cinematico, cioè noi mentre scriviamo la musica la prima cosa che facciamo la vediamo, abbiamo delle visioni sulla musica che componiamo, dunque ci piacerebbe moltissimo fare una cosa con David Lynh, poi Badalamanti è un grandissimo musicista. Insomma i progetti futuri sono in quella direzione. WM: Quindi in futuro v’interessa il cinema? GG: Potrebbe essere, cmq non è mai scontato, lo scontato ci annoia. WM: attualmente mantenete un vostro stile che v’identifica fortemente, all’interno di un mercato del prodotto artistico che è molto mercificato: questa cifra stilistica m’interessa tantissimo perchè siete riconoscibili, è vostro pur essendo cultura di massa AN: Perchè no? secondo me è giusto sai, te lo posso dire oggi che ho 40 anni suonati, quando sei ragazzino vuoi trasgredire, vai contro tutto e tutti a prescindere, no? Invece poi capisci che ci deve essere un modo di dialogare con tutti altrimenti il tuo discorso non arriva, o meglio se arriva, arriva a pochi, alla fine ti senti anche un pò frustrato. E’ bello invece partire da qualcosa di solido come abbiamo fatto noi per poi arrivare a più gente possibile, ovviamente in modo non convenzionale, non come la musica fatta a tavolino secondo gli schemi commerciali di oggi, noi siamo riconoscibili perchè abbiamo lavorato tanto sul nostro sound. WM: sfruttate i new media e internet a pieno, twitter, last fm, avete il vostro canale youtube, profile Fb GG: I social per noi sono fondamentali, ovviamente la tecnologia per noi è importantissima. AN: Certo, siamo molto sui new media ed i social, ma questo anche grazie alla nostra musica, devo dire, essendo abbastanza dinamica ce la chiedono i vari media, anche le televisioni le pubblicità ma perchè semplicemente è una serie di dinamiche, essendo la musica abbastanza energetica e allo stesso tempo melodica funziona. WM: se dovessi chiederti un gadget tecnologico, un must have? GG: Per me personalmente il protools, (un programma che uso per fare musica e scrivere sul laptop) e anche l’I-phone, meno come telefono ma più come gadget. AN: i piatti, un giradischi e i vinili WM: se partiamo dal tecnologico andiamo nell’analogico quindi? AN:  Se proprio devo partire dalla base si, la partenza sono i vinili, poi dopo qualsiasi cosa sia la tecnologia ben venga, però la base ci vuole in tutto no? Ma anche come djing, perchè io poi mi confronto anche coi dj, e vedo tutti questi ragazzini col tractor, che io poi condivido perchè io per primo ho sposato la causa tractor, però io ho un background di vinile, quindi so alla fine usare tractor allo stesso modo di un disc jokey , allora funziona, se invece parti solo la tecnologia è strano, perchè non metti cuore, devi partire dalle basi. Per esempio secondo me oggi tutti tralasciano un pò i fondamentali e vogliono partire tutti dall’ultimo step, invece la vita è lunga, molto lunga, io ho 40 e passa anni e sono ancora qui, ho iniziato a 13 anni, questo vuol dire che le cose da fare ci sono per chi vuole intraprendere questa carriera, ci sono degli step, questo si, però la carriera è lunga Senza basi non si va da nessuna parte, come in tutte le cose, anche nel tuo mestiere no? WM: assolutamente, io faccio la grafica, il computer mi serve, ma parto da carta e penna! AN: Dagli anni ’60, io ho visto delle cose di grafica russe degli anni ’70 migliori, se uno non vede quelle cose lì come fa poi a capire anche da dove arriviamo, a decodificare il messaggio che arriva oggi? Soprattutto qui Italia, qui siamo nel paese della cultura, capisco che dopo gli ultimi 5 anni di devastazione sociale dovuta a questo grande personaggio che non voglio neanche nominare che ci ha insegnato che l’arte è uno spreco è difficile crederlo, però noi siamo un popolo di cultura, e Napoli poi….Guarda oggi siamo stati all’università, al SuorOrsola Benincasa, tra l’altro bellissima come sede, ed è bellissimo trovarsi lì con questi ragazzini super impegnati, c’era una viba… Perchè la cultura è la vita, senza cultura di cosa vivi, di plastica no? Spero che l’Italia riparta veramente da quello che siamo. WM: Chi t’ispira iconograficamente, dal punto di vista visivo? AN: Il bauhaus, sono stato a Berlino 20 volte, sono stato al museo del Bauhaus 12 volte. L’immagine è importantissima, è importante l’architettura, è importante il design…Portandolo alla musica, la cosa importante dell’immagine è farsi la propria immagine, o meglio, non esiste una moda, esiste la moda, ma diventa bella quando uno esprime quello che è, quindi in qualche modo riesce a disegnare quello a proprio modo su stesso Così è nel design, così è nella casa che uno si fa questa è la vera moda, non voglio ora screditare il magazine, ma secondo me è così. Guardarsi dentro, e quello che ti fa sentire meglio secondo me è quello che funziona di più, perchè nel momento in cui tu stai bene trasmetti qualcosa di bello no? Quando cmq ti trovi un bel vestito una bella casa piace a te trasmetti anche agli altri; nessuno di noi è un modello, però se noi stiamo bene con noi stessi, con la nostra musica, siamo noi, e trasmettiamo questo. Soprattutto, ognuno ha le proprie radici. Credo che in qualsiasi forma, l’espressione d’arte sia determinata da quello che la nostra anima ci dice di fare e alla lunga viene fuori la nostra anima. Gente come noi che vive di musica e di comunicazione cerca di tramettere cose poi si trova determinate verità ,e deve dirle Ognuno deve trovare il proprio stile Accettare qualsiasi cosa che piace non piace…. Noi siamo questo e cerchiamo di vivere così in questo sono sicuro che ci riusciamo, poi il resto.. WM: ti ringrazio perchè questo è molto coerente con la vision del blog, noi vogliamo rimandare proprio questo, non esiste un must, la scelta è tua AN: Esiste il cattivo gusto, poi esiste il soggettivo, l’oggettivo…pure la musica no? è così difficile….La musica stessa, per uno è commerciale, per l’altro non è commerciale per uno è techno per l’altro è walzer; è uno step più anziano, un pò più profondo, per gente come me è tutto così soggettivo… Esistono però dei canoni soggettivi, tipo la bellezza, altrimenti non esisterebbero degli standard, non li condivido però esistono, è inevitabile. Ad esempio, David Guetta io non lo sopporto, però se 20 milioni di persone lo guardano qualcosa di buono avrà (che io non capisco)… WM: Forse è uno specchio dei tempi no? AN: Qualcosa c’è perchè non si spiega… Pensa che oggi non ci accorgiamo che siamo dirottati dal web no? La gente pensa di saper scegliere perchè “me la cerco io in rete” però in realtà c’è marketing anche lì; è anche il nostro lavoro, ma l’importante è la causa, mettere una causa pulita, quello alla lunga rimane, il bene vince sul male; il bene rimane, alla lunga è superiore al male in un arco di tempo. WM: anche le grandi opere di comunicazione sono così. AN: La materia senza l’anima non vale niente. Io lo so, vivo quotidianamente con le macchine. WM: Tu che macchina hai? AN: Io ho preso una macchina elettrica è bellissima, aldilà dell’estetica. WM: Io con questa chiudo perchè mi dicono di stringere… grazie AN: Grazie a voi, è sempre bello parlare con voi, la gente come noi si riconosce quando s’incontra.