Collage, patchwork, remix. Parole diverse, per ambiti diversi, uniti dallo stesso significato: creare forma nuova dal preesistente, sia esso cartaceo, di tessuto o si muova su frequenze e beat musicali. Questa è l’idea di partenza su cui si basa “Mash Up”, la mostra fotografica che strizza l’occhio al linguaggio dei djs, curata da Stefano Dominello al Museo di Roma di Trastevere dal 1 giugno fino al 22 luglio, che raccoglie 50 immagini create dallo stilista Gugliemo Mariotto, il fotografo Antonio Barrella e lo stilista Luca Cosenza, deceduto recentemente, a cui la mostra è interamente dedicata.
Era proprio il sogno dello stilista di realizzare una galleria di immagini che rappresentassero diverse epoche storiche, ma che riuscissero anche, contemporaneamente, ad abbandonare i limiti cronologici.
Non c’è un prima o un dopo. C’è un perenne, quasi indefinibile evolversi.


ll trio creativo (per 15 anni nel team della Maison Gattinoni), propone una svolta nella comunicazione visiva: racconta qualcosa che va oltre l’immagine statica e lo fa in atmosfera onirica, quasi ovattata. Sono storie che descrivono concetti, citano grandi artisti, azionano esposizioni, animano performance. Il visitatore stesso entra a far parte di unhappening travolgente.
“Queste immagini stupiscono, hanno in sè significati forti, profondi, molto alti. Non è solo moda, non è haute couture nella sua superficiale rappresentazione di pose” - afferma Antonio Barrella – “Come fotografo, cerco di curare la caratterizzazione della luce, che vive e parla, come in movimento”.

![]()
Se è vero che “tutto scorre”, spinto il tasto PLAY, gustatevi la loro storia.
Articolo di Simone Red Casale.