Terry Poison says “Keep it clean like a Washing Machine!”


 

1 – Terry Poison, why did you chose this name?
The name choose us. There are various stories behind the name.But here’s one… When we just started out we called our selves Cherry Poison, but we were doing electronica and the name sounded like a heavy metal band and we were fare from that. We were actually really sweet teenagers from with nice educations, wanting to have maybe a heavy metal band kinda life… so as a compensation for our big ambitions, we decided to come up with the fictive character “Terry Poison” a girl who is living the dream of a heavy metal band groupie, doing all that rocknroll that we only dreamt of back then and we adopted this name. Then amazingly enough the fictive Terry Poison’s life became out life and we have in the past years been more crazy stuff than even Terry Poison her self could even dream of. So thats how the story goes !
1- Terry Poison, come mai avete scelto questo nome?
E’ lui che ha scelto noi. Esistono diverse leggende dietro a questo nome, ma eccone una…quando abbiamo iniziato ci soprannominavamo Cherry Poison, ma stavamo facendo elettronica e il nome assomigliava piuttosto  a quello di un gruppo heavy metal da cui eravamo nettamente lontani. Eravamo in realtà dei ragazzini teneri e ben educati, che al massimo speravamo di avere una vita come quella dei gruppi heavy metal. Così per compensare le nostre grandi ambizioni, abbiamo deciso di farci conoscere con un personaggio fittizio “Terry Poison”, una ragazza che viveva il sogno di una groupie di un gruppo metal, facendo tutto il rock n roll che noi potevamo solo sognarci. Poi improvvisamente il personaggio di Terry Poison ha preso vita e negli anni passati abbiamo fatto più cose sconsiderate che nemmeno Terry Poison in persona poteva sognarsi di fare. E’ così che è andata..

 

2 – You appeared in Vogue: what’s your relationship with fashion? Do you decide by yourself your outfit?
Well, throughout out the history of fashion and music, u can see that the one doesn’t go without the other.
We want to make the most out of our stage appearance and we see it absolutely crucial that a stage performance is planned out in all aspects. We want ti be creative in all every field and we love how we have the power these days to do so include so many different medias under one brand which is the music. We are also doing all our video clips and are always getting involved with as much art as possible and doing amazing collaborations with local artists and designers.
We are just launching our own store where we are giving a platform to all the designers we work with to sell their stuff. You can find it under: shop.terrypoison.com
2- siete apparsi su Vogue: qual è il vostro rapporto con la moda? Decidete voi i vostri outfit?
In tutta la storia della musica e della moda, queste realtà non sono mai state lontane troppo tra loro.
Cerchiamo di dare il meglio sul palco ed è quindi importante,perché ci crediamo, che la performance sia organizzata nei minimi dettagli. Vogliamo essere creativi con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione e ci piace di come siamo riusciti a connettere , ai giorni nostri, tanti e diversi media sotto un’unica realtà, che è la musica. Siamo noi i registi dei nostri videoclip, e stiamo cercando di far coinvolgere più arte possibile, anche attraverso collaborazioni con artisti locali e stilisti.
Stiamo  infatti promovendo il nostro store personale che lascia a tutti i designers la possibilità di farsi conoscere e di vendere ciò che realizzano. Basta visitare il nostro sito shop.terrypoison.com

 

3 – You are about to publish your new album, what can we expect from it?
You can expect singles to be dropped through out all the spring and summer. We decided just to drop a single after the other with some cool remixes and videos.
Our first release is UPRIGHT a new single which we are releasing end of April with a cool rmx by Diskjokke and Dubstep rmx by Bruno Grife.
you can pre listen here: upright.terrypoison.com
 3- Pubblicherete un nuovo album. cosa possiamo aspettarci?
Sicuramente singoli da estrarre durante tutta la primavera e l’estate. Abbiamo solo deciso di estrarre un singolo uno dietro l’altro con qualche remix interessante e video. Il primo singolo è UPRIGHT, che abbiamo finito di registrare ad Aprile, remixato da Diskjokke and Dubstep e da Bruno Grife.
Potete sentirlo direttamente sul nostro sito.


4 – You come from Tel Aviv, a city that is growing. How does your roots influence your music?
It goes along hand in hand, u can clearly hear the multicultural melodies. We like to mash up everything from our club scene and beach life. Tel Aviv has become an amazing creative city where people really dare to do what ever they want…
4- Venite da Tel Aviv, una cittò davvero in crescita. Come hanno influenzato le vostre radici sulla vostra musica?
E’ stato un passaggio di mano in mano, si possono sentire chiaramente le diverse contaminazioni culturali nelle melodie. Ci piace mescolare tutto quello che proviene dai nostri ambienti ai club e dalla vita sulle spiaggie. Tel Aviv è sta diventando una città veramente creativa in cui le persone davvero osano nel voler fare quello che vogliono.

 

5 – Will you came to Italy in your next tour?
We did a couple of gigs in Rome and we hope to do more of Italy we had amazing time there and we love Italians.

5-Verrete in Italia nel vostro prossimo tour?
Abbiamo fatto un paio di concerto a Roma e speriamo di fare di nuovo qualcosa in Italia. Esperienza strepitosa e in più amiamo gli italiani.
6 – You are young but already on the road to success…Any tips for Washin’ Machine people?
Keep it clean like a washing machine and no matter where u go and what u do, remember to never mix between colored and white laundry !!! Bottom line we are talking about being serious with what you do even if its in an environment with long nights and a lot of potential hang overs. The new cool is to be just looking totally wasted but being in 100% focus and control. One needs all the hours in the day to work in order to follow dreams.
6- Siete giovani ma già proiettati al successo. Qualche consiglio per i lettori di Washin’ Machine?
sicuramente di tenervi puliti, proprio come una lavatrice e non importa dove andiate o cosa facciate. ricordate di non mischiare mai i bianchi con i colorati!
A parte gli scherzi, Stiiamo parlando soprattutto di essere seri e focalizzati in quello che si fa anche se lo fai in un ambiente che vive la notte e hai addosso tutti i postumi di una possibile sbornia.
Il segreto è quello di sembrare totalmente “devastato” nascondendo in realtà il 100 % di controllo e concentrazione. Servono tutte le ore del giorno per seguire i propri sogni.

 

Nous Sommes Dans La Merde

Parlaci del vostro progetto, come nasce, perché lo fate, che siete: ‘na setta, ‘na tribù, i carbonari, i masoni! Il progetto nasce dall’amicizia, dall’amore per il prossimo e da tutti quei valori che contraddistinguono gruppi come il Ku Klux Klan o le Sorelle di Madre Teresa.

 

Se dovessi abbinare un genere musicale al vostro progetto, quale sarebbe? Rumore bianco.

 

A me Ligabue non dispiace, ti da fastidio se indosso le vostre magliette? Dipende quali Hogan ci abbini.

 

Cosa rappresentano le due croci siamesi del vostro logo? E’ un’invenzione che permette di stringersi la mano in situazioni scomode.

 

Dicci dove la gente dell’internet può trovare le vostre magliette, come comprarle, se si trovano anche fisicamente in qualche boutique. Le maglie sono rintracciabili solo via web, sono in edizione limitata. Le si trova su www.noussommesdanslamerde.com Questi sono i primi 3 esemplari. Ogni volta che un design (prodotto in 50 pezzi) si esaurirà,verrà prodotta una nuova stampa in altri 50 esemplari numerati. Valutiamo anche collaborazioni con artisti, illustratori, tossici.

 

Vj Omino69 Interview

Omino69 è un creativo giovane ma già con esperienze importanti alle spalle, trasversale ed innovativo, ma soprattutto un nostro amico! Ecco a voi due chiacchiere con lui ed una piccola finestra sul suo mondo per presentarvi il suo lavoro e le sue idee.

WM: Presentati, cosa fai, quanti anni hai e dove vivi.
Mi chiamo Giacomo De Luca sono un VJ e attualmente resident al Cocoricò di Riccione, ho 33 anni sono di Napoli e da due anni vivo a Rimini.
Amo la natura e gli animali, andare in giro in Vespa, vedere film sul divano con la mia compagna e giocare in spiaggia a frisbee con Ouzo, il mio cane.

WM: il blog si occupa di design a 360°, dal sound design al graphic design, un discorso visivo e comunicativo molto trasversale e sperimentale, un po’ come te… Quali momenti del tuo lavoro preferisci?
Il momento che preferisco e la fase dell’esecuzione “il live”, è lì che canalizzo tutto, stress, ansie e frutti del lavoro svolto in precedenza. Mi piace entusiasmare il pubblico, enfatizzare i passaggi musicali, creare e amplificare delle emozioni, emozionarmi.

WM: Live Visual: hai seguito: ART DEPARTMENT – ALEXANDER ROBOTNICK – CASSIUS – ELLEN ALLIEN – SVEN VATH – TWO MANY DJS – TIMO MAAS, per citarne solo alcuni: come avviene il processo creativo? è un dialogo reciproco? Chi è stato una rivelazione e chi una delusione nel momento live?
Lavorando con dj sempre diversi non c’e’ un vero e proprio dialogo. Faccio uno studio sul dj, che tipo di musica propone, la velocità e lo stile. Da lì seleziono o creo il materiale video che lo accompagnerà, poi nel live e’ tutta improvvisazione. Rimango deluso quando DJs famosi e strapagati non fanno bene il loro dovere.
Una rivelazione e’ stato Tiesto, non amo la sua musica, ma mi ha colpito la sua professionalità. Anche se fa semplicemente un DJ set, lui ha creato uno show dove luci, video e musica vanno di pari passo: professionalmente parlando una bella rivelazione.
Mentre artisticamente, più’ che una rivelazione una conferma, e’ Jeff Mills. Per me lui e’ al di sopra delle mode. Da poco e’ uscito un suo progetto dove ha ricreato la colonna sonora di un vecchio film fantascientifico che si chiama Fantastic Voyage, davvero un gran bel lavoro, lo consiglio.

WM: Che tecniche di produzione video preferisci? Raccontaci gli step con cui realizzi un video.
Mi piace molto lavorare con le immagini, di archivio, storiche, di guerra. Le scelgo, le lavoro estrapolando gli elementi che più’ mi piacciono dal loro contesto originale, senza modificarli troppo, ed infine le ottimizzo per il programma che uso per il live set. In questo programma poi le provo, associandole ad altri elementi fotografici e grafiche astratte creando di volta in volta nuove situazioni e ambienti visivi.

WM: Parlaci della tua esperienza per DIESEL BLACK GOLD FW 2012-13 MEN’S COLLECTION.
E’ stata davvero una gran bella esperienza. Come spesso accade quando si lavora con brand di questo calibro di solito hanno già le idee chiare sull’ impatto video da ottenere, ma ho comunque avuto una certa libertà.
La cosa più difficile e allo stesso tempo entusiasmante è stato coordinarsi con tutti, tecnici video, luci, dj, regista, ed infine riuscire a metter in onda con gli hardware ciò’ che avevamo ricreato in studio con i software.
Poi ci sono dei tempi da rispettare. Le sfilate di moda durano pochi minuti e dev’esser tutto perfetto, non hai tempo di recuperare se sbagli!

WM: Collaborazioni fatte?
Ho collaborato con Roberto Paci Dalò della compagnia teatrale Giardini Pensili, e’ stato molto interessante lavorare con lui, mi ha insegnato molto e gli sono molto grato per questo.
Inoltre ho collaborato con il Velvet di Rimini dove ho tenuto un workshop introduttivo alla pratica del vjing ed ho ridisegnato tutto l’allestimento video oltre ad esser vj resident.
E poi con Ascoltivisivi, progetto partenopeo nato dall’ unione di quattro amici che condividono la stessa passione per il video e le arti visive. Assieme abbiamo organizzato festival di video performance, curato workshop, creato videoinstallazioni e mapping architetturali.
Importanti sono state anche collaborazioni con sound designer con cui ho creato progetti audiovisivi, ultimamente sto collaborando con Matteo Vaccari con cui abbiamo creato una performance audiovisiva per l’inaugurazione del nuovo Palacongressi di Rimini.

WM: Collaborazioni che vorresti fare?
Il mio sogno è poter collaborare con i musicisti che più ammiro e ascolto, come ad esempio Monolake, Murcof, To Rococo Rot. Per quanto riguarda il video mi piacerebbe lavorare con Virgilio Villoresi, Pfadfinderei  e il collettivo Anti VJ.
Sono molto aperto alle collaborazioni e mi piace ricevere e dare consigli, anche in materie che non mi competono come musica e suoni.

WM: Come definiresti il tuo immaginario e chi t’ispira iconograficamente, dal punto di vista visivo?
Credo che il mio immaginario sia cospirazionista, catastrofista, fantastico.
Mi piace molto la grafica della propaganda di guerra sia russa che americana, lo stile steam punk e l’animazione russa.
Spesso passo giornate intere a guardare foto negli archivi che trovo in rete, mi rilassa e a volte mi distacca dalla realtà’, ogni foto o grafica mi fa sognare e riflettere.
In ciò mi aiuta molto la mia compagna, Ambra Galassi. Spesso ci ritroviamo per ore in silenzio, fino a quando non scappa una risata per una foto o grafica molto curiosa. Fortunatamente abbiamo una grande complicità’ in questo e lei mi da molta ispirazione.

WM: Progetti che hai in cantiere?
Al momento sto costruendo un gruppo di lavoro qui a Rimini per creare progetti multimediali di vario genere. La verità è che mi sono stancato di lavorare da solo, penso che sia importante anche nel quotidiano avere la possibilità di confrontarsi con giuste persone e stimolarsi a vicenda.
Il primo progetto che faremo assieme, sarà partecipare al bando di concorso del Kernel Festival che si terra a cavallo tra giugno e luglio a Monza. Sara’ una buona palestra per cominciare a collaborare assieme.

WM: Se dovessi chiederti un gadget tecnologico, un must have?
Penso un tablet. Noi VJ usiamo alcuni dispositivi, detti controller midi, per governare i software nel live, spesso più’ di una per avere contemporaneamente più’ controlli possibili. Queste device hanno un peso, spesso anche molto alto e poi hanno bisogno di alimentazione e cavi di collegamento.
Per i Tablet hanno creato delle applicazioni dove puoi creare il tuo controller midi, la tua interfaccia,  anche più’ di una, quindi puoi avere più’ controller midi con un solo device, un solo alimentatore e un solo cavo dati (a volte nemmeno questo perché hanno la possibilità’ di collegarsi al computer via rete wireless). Avere una borsa più’ leggera e meno cavi da portare appresso non e’ poco per un VJ.

Per saperne di più: http://www.giacomodeluca.it/ | http://www.flickr.com/photos/omino69/
http://vimeo.com/omino69

Who’s next

WM:La prima domanda che mi viene in mente curiosando un po’ sul tuo background professionale è: perché proprio la moda? Sembra che tu non abbia fatto altro in vita tua. Suppongo sia una scelta di vita senza averci pensato troppo. RA : Ben detto ,lo è! Sono sempre stato affascinato dalla Moda e dall’arte in genere, poi un giorno vidi una sfilata di Gianni Versace del 1989 e capii  subito che quella era la mia strada e che creare qualcosa di così bello era tutto quello che avrei mai voluto fare. Quindi lasciai la danza, altra mia passione e iniziai a studiare moda in Irlanda. Poi da lì non ho mai più rifatto i passi indietro. WM:A sentirti parlare sembrerebbe che la moda e l’arte siano quasi lo stesso mondo? RA:No ,anzi, credo che se si guarda a designers come Chalayan, Mc Queen o Margiela si puo’ capire come loro siano stati capaci di trovare una connessione tra le due discipline. Credo però fermamente che la moda sia solo una questione di abiti e comunicazione,insomma si tratta di mettere una persona nelle condizioni di sentirsi bellissima, unica e allo stesso tempo a proprio agio. Io stesso non mi reputo un ARTY-DESIGNER qualsiasi, sono un creativo questo si,ma sempre con lo scopo di costruire qualcosa di bello e proponibile ,senza avere la presunzione che debba per forza essere esposto in un museo. WM: Dunque la persona, o meglio personalità va messa sul manichino prima dell’abito. RA: La donna soprattutto in primis e in ogni momento. è lei la mia fonte di ispirazione, quella da cui devo “iniziare”; gli abiti diventano successivamente il completamento, quasi l’estensione inanimata delle mie muse ispiratrici. WM: Ha appena detto che la moda è questione piuttosto di abiti di come essi poi interagiscono con chi li guarda. Cosa c’è dietro i tuoi abiti? cosa tenta di comunicare?? RA: Semplice, una sola cosa: la bellezza. Non voglio dire necessariamente “essere bella agli occhi degli altri”, è  un qualcosa che porti sempre con te in ogni momento, qualcosa di intrinseco in ognuno di noi: il mio scopo come designer è quello di aiutare le persone a tirare fuori il bello che c’è in loro e farne il proprio punto di forza, e fintanto che io riesca in questo posso credere di star facendo un buon lavoro. WM: Un obiettivo nobile, ma da cosa è ispirato? Sono curioso di sapere dove prendi l’ispirazione, sebbene dici di prenderla dalle persone. RA: Sono inspirato da tante cose, specie dalle cose che riguardano la mia vita personale ,i miei ricordi e tutto quello che gli gira attorno. Come detto è la donna il mio punto cardine: una donna forte, come mia madre per esempio ,romantica, coraggiosa ,dotata di  fiera eleganza .Tutto questo poi mixato con la mia vita attuale, i miei amici, la cultura pop e hip hop che mi accompagnano sempre e da sempre. Niente di troppo concettuale. La moda deve essere qualcosa in cui la gente possa rispecchiarsi. Siamo noi.

WM: Parlando di cultura pop, so che hai prodotto alcuni pezzi per Lady Gaga e ancor prima per Rosin Murphy, dicci com’è andata?? RA: Beh dunque Gaga è stata sorprendente, ha indossato uno dei miei capi di collezione,il che mi ha aiutato parecchio a dire il vero, con Rosin purtroppo poi la cosa non andò in porto, ma anche questo fa esperienza. Recentemente ho ultimato dei lavori per Jessie J, e devo dire che questa come le precedenti è stata per me un’ottima opportunità,che mi ha insegnato tanto. WM: Come e quando hai cominciato a lavorare da indipendente? So che hai lavorato per alcuni marchi di moda anche importanti. Qual è stata la spinta che poi ti ha portato fino a qui? RA: Dopo aver terminato il mio master alla Saint Martins ho girato parecchio il mondo e ho fatto molte interviews per tanti brand anche per brand importanti ,ma sempre divertendomi poco, fin quando  un giorno ho detto:”GO FOR IT”!! Ho contattato subito alcune aziende che conoscevo e che mi piacevano molto, per poter utilizzare il loro materiale, setacciato qualsiasi sponsor e alla fine anche quelli sono  arrivati, soprattutto grazie a Sophie Hallette una azienda francese leader per la produzione di pizzi. Ho iniziato a servimi di lei per comprare subito nuovi tessuti con i soldi risparmiati dai lavori freelance. Inoltre devo dire che sono stato anche molto fortunato, perché quest’anno finalmente presenterò per Vauxhall Scout Talent la mia collezione per la London fashion Week. WM: dimmi di più sulla tua nuova collezione. 

RA:in realtà è una collezione maturata in un periodo molto lungo:il tutto comincia da una mia felpa da baseball che amo molto mixata ad elementi ed ispirazioni studio 54 – sono da sempre ossessionato dallo studio 54. Fatto il modello di partenza ,la collezione è venuta tutta da se e l’elemento sportivo ritorna in tutta la collezione ,anche se in modo più nascosto. La presentazione alla vauxhall scout lfw verrà seguita dalla presentazione di un filmato con cui sto collaborando con Emyl Ridberg, accompagnato da un lookbook che sto producendo con l’aiuto di Paul Baylie e Benjamin Schwab . Devo dire che per me tutto questo è come una benedizione, intendo dire avere degli amici così talentuosi a cui son molto legato e che riescono, e io con loro, a incentivarmi sempre a fare qualcosa di straordinario. WM: Una benedizione che è comune a molti artisti,stilisti e creativi,basti pensare alle illustri amicizie tra Gauguin e Van Gogh ,tra Stefano Gabbana e Domenico Dolce, gli stessi Dior e Balenciaga erano molto amici, quindi le  persone creative amano le persone creative. RA: piu’ che amino credo sia meglio dire si nutrono reciprocamente. E’ più un rapporto di rispetto e stima per il lavoro altrui che semplice affetto; è questo ciò che lega me e Claire Davis,che attualmente sta creando le scarpe per la mia nuova collezione. Io mi fido ciecamente di lei e so che farà un ottimo lavoro!!! WM: Sei eccitato per questo? RA: Sono molto eccitato, per carità, consapevole che sarà un mese infernale, fatto di duro lavoro,ma così è se si vuole arrivare a qualcosa di veramente degno di essere presentato. WM: Per chiudere Raffaele, ti seguono in molti, cosa vuoi dire ai lettori di Washin Machine? RA: Quello che dico sempre a me stesso: TIRARE SEMPRE FUORI IL BELLO CHE OGNUNO HA. WM: Cercheremo di farlo anche noi. In bocca al lupo!

Food Frequency

Details from Ilaria Bucciarelli on Vimeo. Firenze, Piazza Sant’Ambrogio. Sorseggiando un Valpolicella, in una piacevole serata di inizio febbraio, incontro Giulia e Marco!

Sono gli ideatori dell’innovativo concetto di Foodfrequency: un percorso sinestetico in cui il senso dell’udito è il valore aggiunto per la riscoperta del gusto. Mi lascio subito coinvolgere dai loro discorsi sullo sviluppo di questo loro esperimento suono-culinario..

Come e con chi nasce il progetto Foodfrequency? Tutto nasce durante la preparazione di un cinghiale per una cena estiva tra amici nelle campagne toscane! Chef Giulia, con Marco e Michael (un sound designer ed un Dj producer)arrivano istintivamente alla possibilità di poter abbinare il cibo alla musica. L’idea è quella di accompagnare la preparazione e la degustazione del cibo con dei suoni che ne esaltino le qualità, come se fosse quel ‘sale’ che manca all’udito! Importante è l’incontro con Sara, un’esperta sound designer e ricercatrice, la quale conferma le fantasie dei ragazzi ponendo al progetto delle solide basi testate scientificamente. L’ultimo indispensabile step è Giulio, sommelier e responsabile di un’azienda vinicola toscana. Il progetto FoodFrequency è partito, mi spiegano come le loro ricerche abbiano fondamenta nel lavoro di un azienda di patatine che intende influenzare il cliente: assaggiare un patatina mentre si ascolta in cuffia un ‘croc’ esalta la percezione del croccante della patatina stessa, a differenza di una patatina assaggiata “senza audio”. Stesso concetto vale per lo sfrigolio delle uova. Anche l’Università di Oxford, ha effettuato ricerche circa questo argomento e sono riusciti ad estrapolarne una tabella schematica sulla stimolazione a livello cerebrale di alcune frequenze con alcuni sapori. A tutto ciò va aggiunto il valore emozionale della riproduzione di ambienti sonori collegati alla provenienza della pietanza stessa: la campagna, l’aia, il bosco, il mare. Durante le cene Foodfrequency gli invitati hanno a disposizione una cuffia, che trasmette l’audio della preparazione miscelato all’ambiente sonoro-emozionale registrato in binaurale: la registrazione tridimensionale dei suoni. Un po’ come al cinema. Questa viene trasmessa nell’attesa che la pietanza venga servita: ecco l’esperienza gustativa della famosa acquolina in bocca. Una volta servita la pietanza le cuffie vengono messe da parte ed è l’ambiente esterno a diventare musicale, impregnandosi di frequenze e strumenti relativi al piatto che si degusta. La scelta dei prodotti e dei suoni? I suoni seguono il cibo e viceversa, per cui, essendo i suoni registrati nelle zone di campagna e di mare toscani, la scelta dei prodotti ricade su quelli il più vicini possibile. Le materie prime scelte sono stagionali. Trasmettono l’identità della cucina made in Italy e si arricchiscono di spezie ed erbe aromatiche. Tutti sapori si abbinano ai suoni in modo naturale, secondo la concezione del progetto. Il piatto preferito del team? Nuovamente mi sorprende e affascina la risposta di Giulia: ‘Miscelazione tra suoni di aia, frullatori, croccante sbriciolato su acciaio, empatici violini e pianoforti  accompagnati da un parfait allo zabaione con croccante di pistacchio arance caramellate e fondue di cioccolato’. Per i ragazzi del team l’esperienza FoodFrequency è un doppio godimento: mettere assieme musica e cibo significa fondere le loro passioni, plasmando un nuovo modo di soddisfare la percezione dei sensi. Davvero un’esperienza unica per il palato e per l’udito. Visitate il sito www.foodfrequency.it per scoprire altro sul progetto e per mettersi in contatto con lo staff! Intervista di Alex Santese

Absolute Dancefloor

A G D A S H ROBOVOX RMX > Michael Massi

Abbiamo fatto due chiacchiere con Michael Massi in occasione dell’uscita del nuovo remix AGDASH ROBOVOX RMX su etichetta Test Pressing, per usare le sue stesse parole, una produzione innovativa sia nel messaggio del testo, sia nel genere musicale, che strizza un’occhio allo “Swedish Style”: una traccia electro ma con melodie travolgenti. Synth ben scelti e suoni ricercati che danno vita ad una produzione grintosa e piena di carica! WM: Come artista, qual’è il rapporto con la tua immagine?MM:  Il mio motto è : Voglio divertirmi!  Voglio gioire, voglio creare, voglio colorare, mi piace ricercare e  anticipare . Il risultato finale dipende molto dallo stato interiore in cui vivo.

Sicuramente amo il bello. Una bellezza che è sinonimo di “freschezza” sia nei miei lati oscuri che di luce. in questi ultimi anni, sono molto cresciuto interiormente, c’è molta armonia tra il dentro e il fuori. Mi amo di più!!!  Un’ altro punto fondamentale della mia immagine, come artista, è che la uso molto come forma di comunicazione col pubblico, anche questo fa parte del mio mondo.WM: E il tuo rapporto con la moda?

MM: H

o sempre amato la “Moda”, fa parte di me, del mio essere. Quand’ero teeneger la seguivo molto di più, ora sento di più la mia persona, la mia arte, i miei stati interiori. Ed ho scoperto che vado, quasi  sempre, in sintonia con i miei designers preferiti. E’ una questione di fiducia in se stessi. E son contento di esser cresciuto, in questo senso.

WM: Cos’è lo stile per te? MM: Lo  stile descrive la classe di una persona. L’abito fa il monaco? A volte si!  Dallo stile di una persona , riesco a capire chi ho davanti e cosa mi nasconde o non vuole farmi vedere. AHHHHh

WM: Hai dei fashion designer preferiti? MM: The best DESIGNERS of the world are: RAF SIMONS; HEDI SLIMANE. YOSHI YAMAMOTO, NUMBER NINE, ALEXANDER MCQUEEN, BLESS, MARIOS AND RICK OWENS.

WM: Una fashion icon per te? MM: Per tanti anni , diciamo per tutta la mia prima adolescenza, una mia icona era Linda Evangelista. Il simbolo del mio ” fottutissimo” narcisismo.
Poi divenne Sid Vicius( e son stati anni duri). Arrivarono gli anni di Bjork e Kurt Cobain ( ancora siamo nel delirio) . E poi scoprii l’ amore per Michael Jackson;  e poi per Jhonny Depp. La mia vita cambiò e la mia icona divenne Franco Battiato. Un nuovo viaggio!!!!

WM: Chi o cosa t’ispira? MM: Il mio Guru, il mio mondo interiore, il mio cuore. Tutto quello che sento dentro di me e mi fa rizzare la pelle. Quando sento il brivido che percorrere la mia spina dorsale. Oh my darling!!!

Qual’è il tuo must have della prossima stagione? MM: Una mantella di garza, lunga e morbida. Che mi avvolge e mi protegge dai raggi solari. Dai colori naturali, grigio chiaro e latte d’ avena.

WM: Cito solo alcuni dei progetti in cui sei coinvolto, La Stazione delle Idee, Nss Facotry, NSSMag, Angels of Love….come e da dove è cominciato tutto? MM: E’ incominciato tutto dal potere della musica che è dentro di me. Non potrei  riuscire a vivere senza la musica, senza quest’ essenza primordiale. La musica mi accompagna in tutti i miei progetti. La musica mi ha dato tanto e non ci rinuncio. Ho scelto di studiare una filosofia indiana che si chiama: Siddha Yoga, perché una delle pratiche spirituale più importanti è il canto. Anche quando prego ho bisogno della musica. Rivelandovi questo mio segreto mi sono commosso. Om Om Om! La musica mi ha accompagnato a conoscere i partners giusti per poi creare il successo degli AngelsofLove, Mi ha fatto scoprire la dote della mia voce,. Mi ha fatto conoscere designers, artsiti, città internazionali, gente di tutto il mondo, l’ arte, e la mia spiritualità. In questo momento  sto attraversando un periodo di trasformazione e di crescita. Sto mettendo insieme tutti i mie pezzi e sto creando uno spazio creativo indipendente dal nome LSDidee, dove la creatività non ha confini, dove l’ idea originale è messa a disposizione  solo per  aziende che vogliono rischiare e vogliono essere innovative.  Infine sto creando uno show dal titolo: AGDASH absolute dancefloor,  con delle  mie composizioni musicali. Il primo singolo si chiama AGDASH Robovox, che è stato già pubblicato dalla Real fluo records nella versione Origina Mix con la musica di Franky B. A Gennaio uscirà il Remix su test Pressing. Poi a Febbraio uscirà Fashion Prayer, e il titolo già dice tutto!. Comunque il fine ultimo, il filo rosso che lega tutto è sempre la musica.!!!

WM: Quale fra questi,  che spaziano fra Comunicazione, Advertsing, VideoMaking, Eventi, Art Direction. ti rappresenta maggiormente? MM: Sono un’ artista che vive di musica, che comunica col mondo, che dirige un’ orchestra composta da vari artisti nazionali ed internazionali, che fa della sua arte un business, che coinvolge aziende di moda e non, che osserva il mondo che lo circonda e lo racconta attraverso le immagini statiche e dinamiche!

WM:  Puoi dirci qualcosa dei tuoi prossimi progetti? Ed in particolare, cosa sarà Nss Factory? MM : In questo periodo ,  mi sto dedicando alle composizioni musicali con vari progetti Dance, come dicevo prima a Gennaio uscirà il Remix di AGDASH ROBOVOX su etichetta Test pressing , poi a Febbraio il remix di Fashion Prayer,  ed ora sto lavorando ad una traccia dance cantata in rap napoletano dal titolo: NAPOLI SON MO. Sto creando un nuovo format, per un nuovo party, che partirà da Gennaio – Febbraio 2012. Un party dal titolo. AGDASH Absolute Dancefloor che si terrà ogni giovedì sera all’ AYAHII club di Bagnoli con I DADD?S GROOVE.  Sto nel caos più totale perchè, insieme a tutto questo, sto scrivendo una sceneggiatura di un cortometraggio che voglio presentare ai prossimi festival del cinema. Ci vuole molta concentrazione. Nel nuovo anno continuerà la mia collaborazione con NSSFactory attraverso nuovi progetti di produzione , inoltre in primavera sarà nelle sale “big house” ultimo film di Matteo Garrone al quale io &  NSS abbiamo partecipato come consulenti di produzione.

WM: il tuo oggetto di design preferito? MM: Un quadro di Arman,  con la tela bianca e dei tubetti di pittura colorata che colano. Ho sempre sognato la mia vita piena di colori.

Next News Opening

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Ad esporre sono in tre, le loro creazioni si completano. La minuzia delle lavorazioni metalliche di Claudio Siano trova buona compagnia nell’estetica dilatata delle borse di Valentina Guidi e Giulia Schiavoni. Siamo andati alla presentazione delle loro collezioni, e li abbiamo disturbati un po’. Claudio Siano è un jewerly designer, giovane ma con parecchia esperienza, quest’anno lancia la sua prima linea di anelli, Next News. Washin’Machine: Trasformi qualsiasi cosa in un gioiello: l’ultima cosa improbabile a cui ti sei ispirato? Claudio Siano: Sto sempre a guardare quello che mi capita sott’occhio, anche durante le vacanze non posso fare a meno di fotografare le catene del porto, una maniglia, un appendiabiti. Poi riguardo le foto le studio, le giro, le avvolgo su se stesse e soprattutto le semplifico. A volte togliere da un tocco in più. L’ultima cosa è stata uno di quei frammenti di vetro levigati dal mare, ho passato un pomeriggio in spiaggia a raccogliere e ripensare per poi tirarne fuori una finta pietra sfaccettata.

Jewelery Design

WM: Per questa collezione noi abbiamo pensato ad un origine un po’ curiosa: gianduiotti e sigilli medievali recuperati dopo un’esplosione atomica.. CS: (ride) Devo dire che è molto vero, molto è uscito da libri su gioielli vittoriani o medievali, con un influenza dal decò. Alcuni mi hanno paragonato al design tedesco degli anni 80. È un big bang, ho preso delle cose, che sono esplose e ne è rimasto questo!

Fashion_Jewelry_Design_1

WM: Questa collezione è severa ma ruvida, ci si allontana dalla freddezza del gioiello, perchè si chiama Next News? CS: Ho voluto dare un sapore retrò ma contemporaneo, si chiama Next News perché unisce forme classiche e pulite nell’uso un po’ spiazzante dei materiali. Per dire, l’anello a goccia non porta un castone sfaccettato in citrino ma la pietra è in metallo o plexiglass. È un gioco tra forme vintage e visioni del futuro.

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WM: Come è scoppiata questa tua affezione per il gioiello? CS: Fin da piccolo mi hanno sempre affascinato le vecchie botteghe qui intorno (vicolo della palomba, ndr), vedere l’orafo che stava lì a forgiare e incastonare mi ha un po’ stregato. Mi ha sempre incuriosito questa trasformazione dei materiali, mentre mi sono allontanato da chi si fossilizza solo sul diamante, che è uno status symbol, ma ci sono quarzi e acquemarine che non hanno niente da invidiare!

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WM: Non è più vero che un diamante è per sempre? CS: È il prezioso per eccellenza, rappresenta il potere e le guerre, un diamante è per sempre ma anche una tormalina. Ci sono frutti della natura meravigliosi che posso dire di mettere allo stesso livello.

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WM: Sbaglio o si sente la presenza di Roma nei tuoi anelli? CS: Inconsciamente si, chi vive a Roma ce l’ha nelle radici. Facendo una passeggiata in centro è impossibile ignorare il vecchio impero, tutt’oggi viene immagazzinato da noi romani ed esce fuori anche quando non ci si vuole dedicare alla città stessa. WM: Il tuo rapporto con i gioielli? Quali scegli per te? CS: Non uso molti gioielli, ma ora che me ne rendo conto quelli che indosso sono fatti da me. Sarà che mi sono sempre interessato al gioiello femminile! WM: Ti dirò che che invece trovo i tuoi anelli molto versatili, quasi unisex. CS: Alcuni si, possono essere abbastanza androgini. È vero, se portati ad un ulteriore semplificazione potremmo arrivare a dei sigilli, assolutamente maschili. Frammenti di conversazione ci portano a conoscere le altre due designer, neodiplomate all’Istituto Europeo di Design. Valentina Guidi e Giulia Schiavoni ci presentano le loro collezioni di borse dal tono everyday e svelano il loro comune intento: fondare insieme un marchio, fondendo le loro opposte attitudini.

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Washin’Machine: Ti abbiamo sentito raccontare che Never Happy  Design si riferisce a quelle donne che non sono mai contente, davvero? Valentina Guidi: Si! E mi sono resa conto di esserlo anche io, una donna vuole sempre una cosa in più, cambia idea da un momento all’altro. Il marchio è nato in modo naturale, in famiglia sono sempre stata in mezzo a materiali e antiquariato. I miei lavori sono su ordinazione e vogliono interagire con l’ordine del cliente, che può decidere di aggiungere o cambiare i materiali. Lavoro sul trasformabile e sulle esigenze femminili, così che una borsa piccina possa ingrandirsi in capo di spese improvvise, o viceversa rimpicciolirsi per un aperitivo.

Fashion_Accessories_Bag_

Washin’Machine: Invece Giulia cosa ci racconta di sé? Giulia Schiavoni: Il mio lavoro si differenzia un po’ da quello di Valentina. Io parto dal materiale, è una storia diversa, in base al pellame che compro penso ad una forma piuttosto che ad un’altra, solo toccandolo riesco capire come muovermi. Ho iniziato a lavorare da un artigiano, preferisco fare prima che disegnare, lì ho imparato la vera manualità. Se un giorno io e Valentina avremo un’attività insieme, ci completeremo professionalmente!

Fashion_Accessories_Bag_Never_Happy_Design

Ringraziamo tutti i designers, che ci hanno anche gentilmente prestato le loro creazioni nel nostro disturbare la quiete pubblica, enjoy the photos. intervista a cura di Sharon Falco

 

PEACHES ROCKS

After Peaches live djset @Amigdala night, we’ve made this interview about her lifestyle, from undergound to mainstream media, here you are!

Peaches live indie rock djset

Washin’ Machine:  I see that your image is part of the message that you send to your audience as your indagation through the genders boundaries and the identity, so I want to know where the inspirations of your image comes from, how do you create it….is it just what you fell, or are there any designers, stylists, that helps you in construct this? Peaches: Well, I do not construct it by anybody but myself, I started to do what I do because I felt that the mainstream did not represent most people that i knew, and that really bother me because the mainstream’s supposed to be a general representation of what we are, who we are, and I do feel that popular music at that time and images weren’t including that people or even me, how I was. So that’s why i do what i do, and everything else just sort of fell into place in terms of once I decided to do that yes i would meet some designers that told me “oh yes i would like to do something for you, do clothes for you” but that really wasn’t the point or you know have anything to do with why I do what I do.

Peaches live indie rock djset

WM: So if you have to choose someone,  a brand or a designer, in the fashion system, that  is coherent with you or makes you feel comfortable what would you choose and why? P:  Well I guess just the friends that I work with and make clothes for me like  John Renaud, who sees me wearing something that as a remanence and says “no no no I gotta make something better than that! ” or my friend Vaughan Alexander who says “I know what you are trying to do and I want to take it to another level because I believe in what you’doing” Or one of my australian dancers named Jess Daly who had this idea to make this costume with a bunch of bops and Barbie’s heads and said “Hear I made this for you”. A lot of times this is how it happens, is not that we seet down and discuss it. I think it’s a very natural evolution  and that’s why I say I pick people who i know because I fell they’re all part of the community.

Peaches live indie rock djset

WM: Where does the inspiration of your glamourous iconography comes from? Any influences in film industry for your colors and make up? P: Once you start wearing colors, make up, then there’s no denying. Once you take it outside of your normal eye you can’t help look like Bowie or Devine, you can’t get away from it anyway I do my make up differently every night but I look at it and say That’s how it is, I mean,  I’ve never said wow I wanna make my make up like that but it’s kinda hard getting’ away from it, you know certain colors, certain outfit, it’s just ilk how it is. WM: For example who designed the gorgeous outfit you’re wearing tonight? P:  John Renaud and I designed it together.

Planet Funk Interview

In occasione del live show per il tour promozionale di “The Great Shake”, abbiamo avuto l’occasione di fare due chiacchiere con Domenico GG Canu e Alex Neri dei PLANET FUNK. Enjoy.

Washin’ Machine: chi ha lavorato all’artwork del vostro ultimo album, “The Great Shake”? Domenico GiGi Canu: L’album ha un concetto di positività fondamentalmente, però anche di caos, da cui traiamo la nostra musica e il nostro modo di scrivere, un pò come Napoli, il caos è sempre presente nelle nostre copertine. L’artwork s’ispira e rappresenta questo,  l’ha realizzato un team di lavoro di Londra (http://flypaper.tv/) WM: il blog si occuperà di design a 360°, dal sound design al graphic design, ci sono diverse accezioni del discorso, sperimentale, trasversale, un pò come voi… Alex Neri: Ah figo, multitasking…Noi abbiamo sperimentato, adesso siamo più trasversali dai, però ci è stato riconosciuto che abbiamo sperimentato in passato WM: la collaborazione con Ivan Cotroneo, quanto vi ha ispirato questa cosa? GG: Ivan è un carissimo amico, e un nostro grande estimatore, per non dire fan
Lui voleva noi nel film, che noi ci occupassimo dei titoli di coda Poi  venuta fuori questa idea è nata così questa collaborazione, lui ci ha proposto anche la cover di Nancy Sinatra. L’idea di “These boots are made for walkni’” non è proprio nelle nostre corde quella musica, però la nostra stima nei confronti di Ivan è totale, ci siamo detti se lui ha visto qualcosa in quel pezzo ci dev’essere qualcosa di buono, così ci siamo appassionati e alla fine è diventata una cosa nostra. E’ molto semplice la nostra risposta concettuale alla base, alla fine noi siamo persone che ragionano in modo libero, senza schemi precostituiti, questa cosa ci consente di fare cose coraggiose, a volte anche spiazzando i nostri fan, ci esce così e a volte ci esce anche bene, anche in un senso più pop dal punto di vista musicale. WM: è vero che volete collaborare con David Lynch e Angelo Badalamanti? GG: La nostra musica la scriviamo in un modo cinematico, cioè noi mentre scriviamo la musica la prima cosa che facciamo la vediamo, abbiamo delle visioni sulla musica che componiamo, dunque ci piacerebbe moltissimo fare una cosa con David Lynh, poi Badalamanti è un grandissimo musicista. Insomma i progetti futuri sono in quella direzione. WM: Quindi in futuro v’interessa il cinema? GG: Potrebbe essere, cmq non è mai scontato, lo scontato ci annoia. WM: attualmente mantenete un vostro stile che v’identifica fortemente, all’interno di un mercato del prodotto artistico che è molto mercificato: questa cifra stilistica m’interessa tantissimo perchè siete riconoscibili, è vostro pur essendo cultura di massa AN: Perchè no? secondo me è giusto sai, te lo posso dire oggi che ho 40 anni suonati, quando sei ragazzino vuoi trasgredire, vai contro tutto e tutti a prescindere, no? Invece poi capisci che ci deve essere un modo di dialogare con tutti altrimenti il tuo discorso non arriva, o meglio se arriva, arriva a pochi, alla fine ti senti anche un pò frustrato. E’ bello invece partire da qualcosa di solido come abbiamo fatto noi per poi arrivare a più gente possibile, ovviamente in modo non convenzionale, non come la musica fatta a tavolino secondo gli schemi commerciali di oggi, noi siamo riconoscibili perchè abbiamo lavorato tanto sul nostro sound. WM: sfruttate i new media e internet a pieno, twitter, last fm, avete il vostro canale youtube, profile Fb GG: I social per noi sono fondamentali, ovviamente la tecnologia per noi è importantissima. AN: Certo, siamo molto sui new media ed i social, ma questo anche grazie alla nostra musica, devo dire, essendo abbastanza dinamica ce la chiedono i vari media, anche le televisioni le pubblicità ma perchè semplicemente è una serie di dinamiche, essendo la musica abbastanza energetica e allo stesso tempo melodica funziona. WM: se dovessi chiederti un gadget tecnologico, un must have? GG: Per me personalmente il protools, (un programma che uso per fare musica e scrivere sul laptop) e anche l’I-phone, meno come telefono ma più come gadget. AN: i piatti, un giradischi e i vinili WM: se partiamo dal tecnologico andiamo nell’analogico quindi? AN:  Se proprio devo partire dalla base si, la partenza sono i vinili, poi dopo qualsiasi cosa sia la tecnologia ben venga, però la base ci vuole in tutto no? Ma anche come djing, perchè io poi mi confronto anche coi dj, e vedo tutti questi ragazzini col tractor, che io poi condivido perchè io per primo ho sposato la causa tractor, però io ho un background di vinile, quindi so alla fine usare tractor allo stesso modo di un disc jokey , allora funziona, se invece parti solo la tecnologia è strano, perchè non metti cuore, devi partire dalle basi. Per esempio secondo me oggi tutti tralasciano un pò i fondamentali e vogliono partire tutti dall’ultimo step, invece la vita è lunga, molto lunga, io ho 40 e passa anni e sono ancora qui, ho iniziato a 13 anni, questo vuol dire che le cose da fare ci sono per chi vuole intraprendere questa carriera, ci sono degli step, questo si, però la carriera è lunga Senza basi non si va da nessuna parte, come in tutte le cose, anche nel tuo mestiere no? WM: assolutamente, io faccio la grafica, il computer mi serve, ma parto da carta e penna! AN: Dagli anni ’60, io ho visto delle cose di grafica russe degli anni ’70 migliori, se uno non vede quelle cose lì come fa poi a capire anche da dove arriviamo, a decodificare il messaggio che arriva oggi? Soprattutto qui Italia, qui siamo nel paese della cultura, capisco che dopo gli ultimi 5 anni di devastazione sociale dovuta a questo grande personaggio che non voglio neanche nominare che ci ha insegnato che l’arte è uno spreco è difficile crederlo, però noi siamo un popolo di cultura, e Napoli poi….Guarda oggi siamo stati all’università, al SuorOrsola Benincasa, tra l’altro bellissima come sede, ed è bellissimo trovarsi lì con questi ragazzini super impegnati, c’era una viba… Perchè la cultura è la vita, senza cultura di cosa vivi, di plastica no? Spero che l’Italia riparta veramente da quello che siamo. WM: Chi t’ispira iconograficamente, dal punto di vista visivo? AN: Il bauhaus, sono stato a Berlino 20 volte, sono stato al museo del Bauhaus 12 volte. L’immagine è importantissima, è importante l’architettura, è importante il design…Portandolo alla musica, la cosa importante dell’immagine è farsi la propria immagine, o meglio, non esiste una moda, esiste la moda, ma diventa bella quando uno esprime quello che è, quindi in qualche modo riesce a disegnare quello a proprio modo su stesso Così è nel design, così è nella casa che uno si fa questa è la vera moda, non voglio ora screditare il magazine, ma secondo me è così. Guardarsi dentro, e quello che ti fa sentire meglio secondo me è quello che funziona di più, perchè nel momento in cui tu stai bene trasmetti qualcosa di bello no? Quando cmq ti trovi un bel vestito una bella casa piace a te trasmetti anche agli altri; nessuno di noi è un modello, però se noi stiamo bene con noi stessi, con la nostra musica, siamo noi, e trasmettiamo questo. Soprattutto, ognuno ha le proprie radici. Credo che in qualsiasi forma, l’espressione d’arte sia determinata da quello che la nostra anima ci dice di fare e alla lunga viene fuori la nostra anima. Gente come noi che vive di musica e di comunicazione cerca di tramettere cose poi si trova determinate verità ,e deve dirle Ognuno deve trovare il proprio stile Accettare qualsiasi cosa che piace non piace…. Noi siamo questo e cerchiamo di vivere così in questo sono sicuro che ci riusciamo, poi il resto.. WM: ti ringrazio perchè questo è molto coerente con la vision del blog, noi vogliamo rimandare proprio questo, non esiste un must, la scelta è tua AN: Esiste il cattivo gusto, poi esiste il soggettivo, l’oggettivo…pure la musica no? è così difficile….La musica stessa, per uno è commerciale, per l’altro non è commerciale per uno è techno per l’altro è walzer; è uno step più anziano, un pò più profondo, per gente come me è tutto così soggettivo… Esistono però dei canoni soggettivi, tipo la bellezza, altrimenti non esisterebbero degli standard, non li condivido però esistono, è inevitabile. Ad esempio, David Guetta io non lo sopporto, però se 20 milioni di persone lo guardano qualcosa di buono avrà (che io non capisco)… WM: Forse è uno specchio dei tempi no? AN: Qualcosa c’è perchè non si spiega… Pensa che oggi non ci accorgiamo che siamo dirottati dal web no? La gente pensa di saper scegliere perchè “me la cerco io in rete” però in realtà c’è marketing anche lì; è anche il nostro lavoro, ma l’importante è la causa, mettere una causa pulita, quello alla lunga rimane, il bene vince sul male; il bene rimane, alla lunga è superiore al male in un arco di tempo. WM: anche le grandi opere di comunicazione sono così. AN: La materia senza l’anima non vale niente. Io lo so, vivo quotidianamente con le macchine. WM: Tu che macchina hai? AN: Io ho preso una macchina elettrica è bellissima, aldilà dell’estetica. WM: Io con questa chiudo perchè mi dicono di stringere… grazie AN: Grazie a voi, è sempre bello parlare con voi, la gente come noi si riconosce quando s’incontra.