26-28 ottobre 2012 @La Pelanda | ex Mattatoio Testaccio
Ieri sera siamo passati all’inaugurazione del’ AAF: abbiamo visto realtà vicine e lontane, ispirazioni e direzioni in contrasto, con un filo rosso comune: l’arte accessibile a tutti!
AFF è il network più importante al mondo per l’arte con un limite di prezzo, nasce per avvicinare i giovani, collezionisti, creatori e fruitori, al mondo dell’arte, per rivoluzionare il mercato con un approccio differente, nuovo ed internazionale: questo fenomeno globale dopo 17 fiere ha raggiunto 14 città attraverso 4 continenti. L’edizione romana è caratterizzata anche dalle realtà locali, con la presenza dell’opera video prodotta da NUfactory in collaborazione con i Kanaka Project per dare il benvenuto ai visitatori di Affordable Art Fair, “Architectural video projection“; la performance degli street artist romani Diamond e Solo a cura di MONDO BIZZARRO Gallery, e i progetti realizzati ad hoc per l’appuntamento capitolino: I LOW TECH (4 artisti affermati si confronteranno con la video arte che “ritorna” all’analogico); e CALL FOR AAF YOUNG TALENTS (4 giovani artisti unger 35 che operano con obiettivi professionali nel settore delle arti visive, avranno la possibilità di partecipare ad una fiera internazionale).
Questo week end non perdetevi 4000 mq di arte contemporanea dai 100 ai 5000 euro!
Una diva che sognava di essere una donna
Il primo giugno si è celebrato l’ottantaseiesimo compleanno di Marylin Monroe, ma nel frattempo è già passato mezzo secolo dalla sua scomparsa.
Sembra essere accaduto di tutto, a noi e al mondo, mentre lei è ancora lì a incantarci coi suoi film e a sorriderci materialmente ad ogni angolo di strada, riprodotta in un universo di gadget infiniti.
Un po’ ovunque ci si è preparati a questo atteso anniversario con mostre a lei dedicate (Londra, Firenze, ecc) sia di raro materiale iconografico che soprattutto dei suoi cimeli personali, sparpagliati da ricchi collezionisti in giro per il mondo dopo le milionarie vendite all’asta.
Come una Santa, da un pezzo canonizzata dalla Pop Art, ciò che a lei era appartenuto o da lei era stato toccato o indossato ha assunto un valore ben oltre il religioso, sconfinante nell’incantesimo magico, quasi fosse un feticcio che illude di ritrovarcela incarnata e poter “comunicare” con lei.
Ed è assai triste notare come una persona che per tutta la vita aveva lottato per non diventare una “cosa”, una bambola bionda o una merce da contendersi al gioco dei dadi hollywoodiani, non sia riuscita a vivere di più di un suo cappotto, dei suoi guanti, d’una borsetta o d’un suo paio di scarpe griffate Ferragamo che oggi fanno bella mostra nelle bacheche dei musei.
Una donna davvero immortale, dea di un mito, esattamente come è accaduto a Cleopatra, a Elena di Troia o Monna Lisa. Come Marylin nessuna, perché il suo mito ha il privilegio e la condanna d’essere stato creato in un’epoca in cui i mass-media hanno documentato tutto impietosamente.
Una Marylin illusoriamente accessibile col suo perenne sorriso, col fantasma del suo corpo che ancora oggi si manifesta sugli schermi tv o su YouTube grazie ad un click. Una donna avatar.
La Marylin “donna” ha superato il fantasma del suo corpo autoalimentando il mito, adeguandosi all’evoluzione dei tempi e della “modernità” contingente.
Negli ultimi vent’anni ha preso sempre più piede lo studio della sua vita privata, della sua caratteristica sensibilità d’essere umano, coronato lo scorso anno con la pubblicazione d’un suo diario segreto in ogni lingua del pianeta.
Marylin continua a vendere e a far vendere di riflesso. Talvolta la sua faccia è usata per la “reclamizzazione” di altri prodotti (recentemente per la Citroën) ma si cerca di usare addirittura delle sue sosia o fotomontaggi per superare il copyright (come nell’ultimo spot per il profumo di Dior).
Per fortuna, da un bel po’, non capita più di ritrovare un’esordiente ribattezzata come “la nuova Marilyn”: Blake Lakely in Gossip Girl, Uma Thurman in Smash, Lindsay Lohan per Playboy, Scarlett Johansson per D&G. Ci ha provato pure Michelle Williams, che di lei aveva letto, visto, cantato e indossato tutto, per interpretare il ruolo in “Marilyn. (A week with Marylin)” –uscito nelle sale proprio a giugno- vincendo anche il Golden Globe e la candidatura come migliore attrice agli Oscar.
Lontana dall’immaginario della diva sexy e prorompente, la Marylin della Williams, che riesce ad assumerne i tratti e le espressioni in maniera spesso stucchevole, è una donna sola, un’attrice in crisi, profondamente insicura di sé, perennemente sotto l’effetto di ansiolitici e in ritardo sul set.
Simon Curtis, il regista, ci regala un ritratto molto intimo della celebre icona di hollywood, ispirandosi al diario scritto dal giovane assistente del regista Sir Laurence Oliver, Colin Clark durante le riprese del film “Il principe e la ballerina”. Era il 1956. Sarà lui a prendersi cura di lei e a darle davvero il sorriso che noi conosciamo solo stampato su borse ed agente.
Perché Marylin è un brand, è un marchio intercambiabile.
E’ proprio strano che tutto questo florido commercio, perché Marilyn dichiarava: “Non mi importa il denaro, quello che voglio è essere meravigliosa”. E alla fine lo è diventata davvero.
La donna più desiderata al mondo poi morta, giovane e bella, completamente sola sulla scena di un crimine irrisolto.
Ma Marylin non è mai veramente morta. E’ solo in attesa di un bacio, come una bella addormentata, quello del vero amore.
Ah dimenticavo. Nei suoi diari si firmava Norma. Il suo vero nome. Se “a qualcuno piace Marilyn” a me piace Norma.
Articolo di Simone Red Casale.
Il 26 giugno, al MACRO Testaccio, non perdetevi Re-generation!
Occasione unica per vedere circa 50 artisti di diverse generazioni che fotografano lo stato dell’arte contemporanea a Roma, svelando al pubblico alcune delle ricerche e delle sperimentazioni più interessanti.
La collettiva propone un percorso articolato tra video, installazioni, fotografia e performance, selezionando alcuni dei più significativi artisti, nati e attivi a Roma o che hanno scelto la città come tappa importante del loro percorso.
Re-generation raccoglie opere inedite e molto recenti di – tra gli altri – Carola Bonfili, Tomaso De Luca, Rä di Martino, Jean Jacques du Plessis, goldiechiari, Emiliano Maggi, Matteo Nasini, Nicola Pecoraro, Mary Reid Kelley e & Patrick Kelley, Pietro Ruffo, Giulio Squillacciotti, Paolo W. Tamburella, Raphaël Zarka e Marco Raparelli, quest’ultimo ideatore dell’immagine guida della mostra.
Re-generation includerà inoltre una selezione di opere giovanili dei maestri storici che hanno lavorato e vissuto in città – da Fabio Mauri a Luigi Ontani, da Gianfranco Baruchello a Alighiero Boetti e Pino Pascali – per interrogarsi sull’attualità e sul ritorno di alcuni elementi distintivi dell’estetica dei grandi artisti del recente passato.
More info–> MACRO
Quando? martedì 19 giugno 2012 ore 19.00 Dove? ZOC – via delle Zoccolette 22 – Roma Cosa? Audio e video installazioni, esposizione di opere grafiche, performances teatrali e ricercati percorsi enogastronomici nella serata di presentazione del progetto “Recipes to become an author” firmato dal magazine satirico the Collyers e dai designers de Lostudiodorme

Il genio e il successo possono essere ricondotti ad una semplice ricetta? Secondo il magazine The Collyers e l’atelier grafico Lostudiodorme sì. È così che nasce il progetto Recipes to become un prodotto editoriale che svela i segreti delle più acclamate figure della storia – raccogliendoli in un manuale di semplici ricette da sfogliare a piacimento – e che vedrà la luce in un evento dalle molteplici sfumature il 19 giugno a Roma. Il luogo in cui tutto questo prenderà forma e sostanza è il ristorante Zoc – nel cuore del centro storico di Roma – scelto perchè, per raccontare la genialità di certi personaggi, ci voleva uno spazio raffinato e domestico al tempo stesso, attento alle culture contemporanee ma capace di far tesoro delle tradizioni.

La prima tappa dal titolo Recipes to become an author è dedicata a 15 scrittori: da Jerome David Salinger a Raymond Carver, da Oscar Wilde a Charles Bukowski, da Don De Lillo a Umberto Eco. Quali ingredienti occorrono per un romanzo di James Joyce? E in quale bicchiere dovremmo servirlo? Lo scopriamo grazie ad un album grafico che raccoglie l’opera di questi romanzieri e la tramuta in ricette per cocktail: veri mostri sacri della letteratura vengono così ridotti ad un trucco, parodiati, raccontati conun taglio umoristico, talvolta cinico e sempre politicamente scorretto.

L’evento di presentazione del 19 giugno è concepito come un’esperienza plurisensoriale che stimolerà e stuzzicherà tutti i sensi dei visitatori. Oltre all’esposizione di opere grafiche – parte integrante del progetto editoriale – e alle video-installazioni dedicate agli scrittori selezionati, il pubblico si troverà nel mezzo della drammatizzazione di un racconto di Carver messa in scena dagli attori di Officine di Cotone, gusterà drink ispirati a Wallace e il menù – concepito per l’occasione – dallo chef di ZOC, ascoltando in cuffia le parole di J.L. Borges all’interno di postazioni realizzate dai designers di FREeS.CO. Grazie alla collaborazione di Minimum Fax gli ospiti potranno inoltre sfogliare tutti i romanzi a cui il progetto si ispira.
Collage, patchwork, remix. Parole diverse, per ambiti diversi, uniti dallo stesso significato: creare forma nuova dal preesistente, sia esso cartaceo, di tessuto o si muova su frequenze e beat musicali. Questa è l’idea di partenza su cui si basa “Mash Up”, la mostra fotografica che strizza l’occhio al linguaggio dei djs, curata da Stefano Dominello al Museo di Roma di Trastevere dal 1 giugno fino al 22 luglio, che raccoglie 50 immagini create dallo stilista Gugliemo Mariotto, il fotografo Antonio Barrella e lo stilista Luca Cosenza, deceduto recentemente, a cui la mostra è interamente dedicata.
Era proprio il sogno dello stilista di realizzare una galleria di immagini che rappresentassero diverse epoche storiche, ma che riuscissero anche, contemporaneamente, ad abbandonare i limiti cronologici.
Non c’è un prima o un dopo. C’è un perenne, quasi indefinibile evolversi.


ll trio creativo (per 15 anni nel team della Maison Gattinoni), propone una svolta nella comunicazione visiva: racconta qualcosa che va oltre l’immagine statica e lo fa in atmosfera onirica, quasi ovattata. Sono storie che descrivono concetti, citano grandi artisti, azionano esposizioni, animano performance. Il visitatore stesso entra a far parte di unhappening travolgente.
“Queste immagini stupiscono, hanno in sè significati forti, profondi, molto alti. Non è solo moda, non è haute couture nella sua superficiale rappresentazione di pose” - afferma Antonio Barrella – “Come fotografo, cerco di curare la caratterizzazione della luce, che vive e parla, come in movimento”.

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Se è vero che “tutto scorre”, spinto il tasto PLAY, gustatevi la loro storia.
Articolo di Simone Red Casale.
Save the date: questo week end è arrivato a Roma il Live Performers Meeting, appuntamento internazionale arrivato alla sua XI Edizione, International Meeting of Live Video Performers, Visual Artists and Vj. Vi attendono meeting, workshop, live set, visual artist, video performers, video installazioni, pixel per i vostri occhi, bpm per le vostre orecchie e linguaggi multimediali che soddisferanno anche i palati più raffinati.
Il cast artistico di quest’anno vanta oltre 500 artisti in rappresentanza più di 40 paesi: da Antigua alla Bielorussia, indietro agli Stati Uniti e poi fino al Giappone, tutti o PAesi rappresentati offrono i loro migliori vj per indagare le ultime tendenze sulla comunicazione visiva.
Washin’ Machine sarà lì, e voi?
LPM – Live Performers Meeting
Planet Alpheus | Via del Commercio, 36
Teatro Valle Occupato | Via del Teatro Valle, 21
web: www.liveperformersmeeting.net
Roma, dal 31 Maggio al 3 Giugno 2012
“Oggi è una giornata così, cosa mi metto? Controlliamo su internet”.
Se una volta la rivista patinata sollazzava e quietava il fashionista incallito, adesso nell’epoca del web 2.0, non riesce a soddisfare le sue domande. “I must have vanno imparati a memoria?”. Uno poi si chiede davvero quali siano i must have e finisce che poi una ricerchina su internet la fa sul serio: immagini, link….e soprattutto blog.
Il fashion blogging è un fenomeno sempre più intenso e vivace che dà voce ai giovani che studiano moda o che semplicemente ambiscono al mondo delle riviste patinate per farsi conoscere. Va di moda così. Basta un click per saperne di più, specialmente sul primo fashion blog Made in RAI (www.leconseguenzedellamoda.blog.rai.it) correlato alla rubrica fashion di WR8, la web radio di RADIO RAI interamente dedicata ai giovani, LE CONSEGUENZE DELLA MODA.
La curatrice della rubrica e del blog, la conduttrice top model Valeria Oppenheimer ogni Lunedì, alle 11.40 (in podcast su www.w8.rai.it) ci porta a fare shopping virtuale, seleziona per noi il capo che dobbiamo sfoggiare per la stagione e tutte le tendenze da acchiappare, ci informa su eventi che non possiamo perdere e soprattutto spulcia nel web tutti i link da non perdere, i designer da tenere d’occhio e i blogger più seguiti.
Raccogliendo interviste e creando approfondimenti speciali, LE CONSEGUENZE DELLA MODA, partecipa al progetto promosso dalla Provincia di Roma e ideato da Stefano Dominella (consigliere dalla Camera Nazionale della Moda Italiana) nell’ambito del Progetto ABC Arte, Bellezza e Cultura, LA MODA E’ DI MODA, INCONTRO CON I PROTAGONISTI DEL MADE IN ITALY.
I quattro incontri (2,15,30 maggio e 14 giugno, tutti alle ore 21) mettono in stretto contatto ben sette istituti professionali di Roma e della provincia di Roma, invitati ad esprimere la loro creatività, con le grandi firme del panorama italiano, alla scoperta dei segreti e dei successi dei marchi in questione. Guillermo Mariotto, creative director dell’alta moda della maison Gattinoni; Maria Grazie Chiuri e Pier Paolo Piccioli, duo stilistico ai vertici della maison Valentino; Giovanna Gentile Ferragamo per Salvatore Ferragamo e Frida Giannini per Gucci offriranno la loro esperienza e il loro giudizio per valutare e scegliere il bozzetto vincitore del concorso, che avrà l’opportunità di collaborare in uno stage con la Casa di Moda Gattinoni, volare a Parigi per la settimana della moda, ed usufruire di una borsa di studio presso l’accademia di Costume e Moda di Roma.
Ovviamente i dettagli, e il bozzetto che avrà tutto questo sarà pubblicato su LE CONSEGUENZE DELLA MODA.
E noi, come fashion addicted, stiamo puntando già la freccina.
“Click”.
Washin’ Machine supporta il contest di fotografia “eStèrnati PHOTOCONTEST”, SELF-PORTRAIT, promosso dalla nostra amica, blogger e photo editor Qamile Sterna. Il contest è diviso in due categorie: fotocamera Reflex digitale; telefono cellulare e fotocamere compatte e sono previsti premi…per altre info, andate qui: http://esternati.blogspot.it/p/esternati-photocontest.html